Vendere contenuti online non è facile /2

App Store è il negozio online a cui accedere dal proprio iPhone o iPad per scaricare nuove applicazioni per il proprio device.  Alcuni di questi programmi sono gratuiti, altri a pagamento.

Accedendo all’App Store è possibile consultare le classifiche di acquisto delle applicazioni e vedere quali sono stati i programmi più scaricati.

Tutti i programmi per iPhone / iPad sono classificati in categorie: economia, istruzione, giochi, medicina, navigazione, fotografia, etc.  Viene presentata anche la lista delle applicazioni più popolari in ciascuna categoria.

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Accedo oggi all’App Store e guardo le 12 applicazioni per iPad più scaricate nelle varie categorie:

  • nella categoria Economia, su 12 applicazioni 6 sono a pagamento. L’applicazione più costosa in classifica è “Documents To Go” per modificare, creare e visualizzare file Word, Excel e PowerPoint al costo di Euro 9,99.
  • su Istruzione a pagamento ce ne sono 5. Diverse riguardano l’astronomia (ottima la possibilità di sfruttare gps e bussola per osservare il cielo). “SkyVoyager” costa 11,99 Euro e ottiene 3 stelle e mezzo su 5 nelle valutazioni di 460 utenti
  • nella categoria Social Network, più ludica, tra le applicazioni più scaricate quelle a pagamento sono solo 3. Una, però, IM+ costa ben 7,99 Euro.
  • nella categoria Libri solo 2 applicazioni, pur costando qualcosa, riescono a raggiungere la vetta della classifica: Sturmtruppen (il fumetto) al costo quasi irrisorio di 0,79 Euro e il prodotto professionale iLex, a 9,99 Euro, che contiene i quattro codici (civile, penale e 2 procedure) e ottiene ottimi valutazioni da 90 avvocati geek (presumibilmente).
  • per Giochi, stranamente non esiste una classifica di popolarità.
  • nel settore News tutte le applicazioni sono gratuite
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2 Commenti

  1. Pubblicato 18 giugno 2010 alle 10:28 | Link Permanente

    News tutte gratuite? ma sopratutto: ancora per quanto?

  2. Matteo Stagi
    Pubblicato 18 giugno 2010 alle 10:43 | Link Permanente

    Condivido il soprattutto. Certo che dovranno cambiare le aspettative degli utenti e gli editori dovranno trovare il modo di dare valore aggiunto *percepibile* alla distribuzione digitale del loro contenuto.

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