“L’ho visto su Internet” non si dice.

“L’ho visto su Internet” non si dice. Questa è una estrema sintesi di quella che potrebbe essere una lezione di uso della rete per neofiti. Un dogma, una verità parziale calata dall’alto, a uso e consumo di chi si sta avvicinando a Social Network e Motori di Ricerca. Ma anche una nuova regola di bon ton della comunicazione sociale.

Internet, in se, non è una fonte. E’ un deposito. Immenso. Dove trovi tutto. Non puoi usarlo per accreditare le tue tesi.

Non parlo solo delle migliaia di bufale che ogni giorno vengono condivise, spesso come vere, su Facebook: notizie come “Salamandra gigante di 123Kg emerge dal Tevere – Inquinamento”, frequentemente corredate di immagini frutto di un approssimativo lavoro in photoshop. Notizie condivise dopo una rapida lettura del solo titolo e ritenute credibili solamente perché pubblicate o commentate da un nostro contatto.

Parlo anche delle ricerche su Google. Del tipo “Curare il tumore con i fiori di Bach”.

Siccome la rete è un immenso deposito, dove ognuno può scrivere ciò che vuole, qualsiasi tipo di ricerca restituirà risultati congrui alla nostra domanda. Internet è pieno di forum dove qualcuno si eleva a esperto di qualcosa, pur non essendolo. Così avremo probabilità di trovare una pagina dove qualche ciarlatano afferma di come sia possibile curarsi con questi metodi alternativi.

Se a questo aggiungiamo l’uso, purtroppo diffuso, di limitarsi alla lettura del solo titolo o delle sole prime righe di testo ci accorgiamo che facilmente potremo trovare su Internet la risposta e la comprova di qualsiasi assurdità.

Internet può essere molto utile per reperire informazioni. Ma di ogni affermazione, ogni notizia e fatto occorre leggere attentamente il documento, guardane la data, confrontarlo con altri documenti presenti in rete, cercare di risalire se possibile alla fonte originale.

Diversamente si possono prendere grandi cantonate come è capitato ai giornalisti di Corriere, Repubblica e Panorama in occasione della morte di Mario Sgalambro, sbeffeggiati dall’ormai quasi vecchio scherzo di modificare le voci di Wikipedia in occasione della morte di personaggi famosi.

Per questo, nel dubbio, non utilizzare mai la frase “L’ho letto su Internet” per dare forza alle vostre affermazioni. Ne guadagnerete in credibilità.


Lo spunto per questo post mi è venuto da una telefonata intercorsa con una persona che doveva inviarmi del materiale tramite WeTransfer. Non riuscendoci mi ha detto ‘ieri WeTransfer non andava. Infatti ho anche cercato su internet è c’era scritto che WeTransfer non funziona’. Può essere che ieri non funzionasse. Ma il tempo di indicizzazione di Google non è immediato (salvo per acumi siti di notizie e blog) e i documenti mostrati risalgono sempre ad almeno qualche giorno addietro. Ho provato a fare una ricerca su Google “WeTransfer” e tra i suggerimenti di ricerca che Google propone c’è anche “we transfer non funziona” che si riferisce a documenti vecchi di mesi.

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